INTERVISTA A MAYA SWATI DEVI

Nel mese di ottobre sarà ospite della scuola AFRODANZA di Donatella Padiglione Maya Swati Devi (Monica Fontana) che vi presenterò e inizierete a conoscere in questa intervista.
Maya è danzatrice e maestra di danze indiane a livello internazionale, è direttrice artistica del Nomad Dance Fest e del Mayur Indian Dance Fest.
Dal 1996 si reca periodicamente in India e si esibisce in luoghi storici e di fronte a personalità importanti, collabora costantemente con le Istituzioni Indiane per trasmettere la cultura indiana in Italia organizzando Festival ed Eventi culturali invitando artisti nazionali ed internazionali di danza indiana.

Maya è membro dell’INTERNATIONAL DANCE CONUNCIL-UNESCO e come danzatrice e membro di CID insegna ed organizza stage in tutta Italia.
Dal 2014 è stata nominata dalla FEDERAZIONE ITALIANA DANZA l’unica MASTER COACH PROFESSIONAL e direttrice tecnica del settore Bollywood Dance in Italia. E’ Master abilitated e giudice di gara ed esami del corso professionale di Bollywood dance organizzato da BOLLYWOOD MAHARANI DANCE ACADEMY a Milano.
Ha fondato e dirige la scuola MAHARANI ARTS OF INDIA, la prima scuola di danza Italiana a proporre corsi di Danze gypsy del Rajasthan e Kalbelya e ad inaugurare il primo corso professionale di Bollywood Dance certificato dalla Federazione Italiana Danza.

Monica il tuo nome d’arte è Maya Swati Devi. Ha un significato particolare ? Perché lo hai scelto?

Maya Swati Devi non è un nome d’arte, è il nome spirituale che mi ha donato il mio primo Guru dopo l’iniziazione tantrica in India nei primi anni del 2000 e significa “colei che toglie il velo dell’illusione e ti fa vedere la realtà”.
In India i nomi spirituali vengono donati dal Guru quando si diventa discepoli diretti e quindi iniziati alla via spirituale o al lignaggio del Maestro.

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Quando hai compreso che la tua vena artistica sarebbe stata la danza? E qual’è stato il tuo percorso di formazione?

Danzo dall’età di 8 anni passando attraverso varie forme di danza ed espressione del corpo. La danza e lo yoga per me sono una cosa unica, appartengono alla medesimo percorso di vita che ho scelto di seguire. Ho scoperto la danza indiana quando ho iniziato a viaggiare in India (fine anni ’90). Nel mio percorso ho scoperto e studiato varie forme di danza:Odissi, Bharata Natyam, Kalbeliya, danza Sufi, Kathak, Mohini attam, Bollywood dance ed inoltre Flamenco per oltre un decennio.

Chi è il tuo maggiore sostenitore in famiglia?

Oltre ai miei genitori colei che sento sempre vicina è mia sorella Jessica che,come me ,
segue una via spirituale femminile sciamanica ed è l’unica a comprendermi profondamente. Poi ovviamente c’è mio marito Marco che è sempre al mio fianco emi sostiene in ogni mio nuovo progetto. Il nostro incontro è stato descritto da lui stesso nel mio libro.

C’è una danzatrice in particolare che hai preso come modello o ispirazione nel tuo percorso?
Non seguo mai le orme di qualcun altro e sono sempre stata una pioniera in tutto ciò che ho fatto nella mia vita. Sono stata iniziata ad una via spirituale consapevole, proprio per uscire dagli stereotipi e dalla staticità della società, ed essere libera ed in movimento di esprimere il mio essere. Ho conosciuto molte danzatrici ma non ho mai desiderato di essere qualcun altro se non me stessa per ciò che mi ha donato la vita ed il destino.

Quali sono state le maggiori difficoltà che hai dovuto affrontare per arrivare a dove sei oggi?
Ho sempre pensato che quando accetti tutto ciò che ti arriva dalla vita come un grande insegnamento tutto ti si rivela e quindi non devi “lottare” ma solo “arrenderti” a ciò che è la tua via. Mi ritengo fortunata, non credo di aver dovuto affrontare grandi difficoltà per essere ciò che sono oggi perchè ho solo abbracciato la mia scelta consapevole dell’essere.
Ho amato ogni singolo istante, ogni goccia di sudore, ogni errore, ogni caduta, ogni dolore, ogni Maestro che ha contribuito a farmi crescere e ad essere me stessa.
Non ho mai amato l’ambiente competitivo della danza, fatto spesso di gelosie o invidie. Per questo motivo applico alla danza la visione spirituale e allo yoga la visione dinamica della danza. Credo inoltre che ognuno abbia il suo percorso ed ogni destino è unico, quindi perché lottare?
Una grande legge dell’universo insegna proprio questo “ciò che è tuo è tuo, ciò che non è tuo non sarà mai tuo”.

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Raccontaci, se puoi, un episodio bello e uno meno bello che ti sono capitati durante la tua vita legata alla danza.

I momenti più memorabili risalgono a quando danzai a UDAIPUR CITY PALACE invitata dal Maharana di Udaipur e poi quando ricevetti il riconoscimento per il mio contributo alla danza indiana con l’ARVIND SHAHI, i saree con i colori della Royal family del Rajasthan.

I momenti meno belli me li dimentico in fretta o trasformo le emozioni negative con la meditazione e le mie pratiche.
In generale non amo le persone che non hanno rispetto o Etica. Inoltre in Occidente non si ha un’idea precisa di cosa sia un vero Maestro o Guru e quindi non c’è nessuna devozione per colui che “rimuove il velo dell’ignoranza” e dispensa insegnamenti. La nostra società è abituata a pagare un servizio e quindi pretendere, invece in oriente l’allievo spende molti anni a contatto con il Maestro e riceve il permesso di insegnare solo dopo varie iniziazioni. Nella danza indiana, così come nello yoga, si passa attraverso un percorso iniziatico che solo il Guru può donare. Nelle danze classiche indiane il Guru dona le “Ghongroo” , cavigliere per danzare e nello yoga il Guru dona “La mala”, collana per recitare i Mantra.

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Quale consiglio dai alle /ai giovani per non sbagliare scuola e seguire un percorso corretto?     Fatevi guidare dal vostro intuito e scegliete solo la VIA o l’insegnante che ha un Cuore. Senza la trasmissione diretta attraverso l’amore non ci potrà mai essere un vero insegnamento.
Non esiste lo stesso percorso corretto per tutti ma esiste un percorso secondo i diversi gradi di consapevolezza di ognuno di noi. Ed il mio consiglio è: SBAGLIATE, lo sbaglio è l’unica cosa che ci fa comprendere veramente chi siamo.

Quali sono i tuoi progetti professionali futuri?
Tradurre il mio libro in inglese e poi fare ricerca per il prossimo libro attraverso un viaggio sulla via “della grande Madre” in India accompagnata dalla mia inseparabile collega e amica Lucrezia Ottoboni che ha collaborato al libro per la ricerca iconografica.

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Hai un desiderio o un sogno che ancora non sei riuscita a realizzare?                                                 Si certo, ma quello potrò rivelarlo solo alla fine della mia vita.

Verrai a Cagliari a presentare il tuo libro “la danzatrice tantrica”. Come e quando nasce l’idea di scriverlo ?

Ho voluto mettere sulla carta una parte della mia vita che, dopo la presa di coscienza avvenuta in India, è divenuta straordinaria. Amo ispirare le persone a seguire il proprio vero SE’.

Definisci con 3 parole il tuo libro e spiega perché un lettore qualsiasi dovrebbe leggerlo.    Un racconto che nasce dalle mie due grandi passioni:tantrismo e danza. Un viaggio iniziatico che porta dritto al cuore dell’essere. Passando tra uno scaffale e l’altro di una normale libreria la persona che vedrà il mio libro e sentirà accendersi una luce comprenderà che la via che io stessa ho percorso sarà interessante per il suo percorso. E quindi invito tutti coloro che leggeranno il mio libro di iniziare a “CAVALCARE LA TIGRE” nella vita!
Ringrazio la maestra Maya Devi per averci concesso questa intervista.

Per chi volesse avere maggiori informazioni sulla sua scuola, i suoi corsi di formazione può trovare tutte le informazioni nel sito dedicato http://www.maharanidance.com./

Intanto diamo a tutti appuntamento l’8 ottobre presso la scuola AFRODANZA in via Molise 2 a Cagliari per l’evento

– presentazione danzante del libro “la danzatrice tantrica” di Maya devi

https://www.facebook.com/events/953647964758399/permalink/961522310637631/

e per tutte le danzatrici interessate ricordiamo che sono aperte le iscrizioni per il percorso PROFESSIONALE di DANZE GIPSY DEL RAJASTHAN & KALBELIYA
Organizzato da RAJPUT MAHARANI DANCE SCHOOL di Maya Devi Milano in collaborazione con AFRODANZA. 8/9 ottobre 2016 e 25/26 marzo 2017

PER INFO E ISCRIZIONI
AFRODANZA Cagliari afrodanzainfo@tiscali.it

“NAMASTÈ. Una giornata indiana”- laboratorio di MEHNDI con l’artista Fede Chandra

Il 29 luglio2016 a Cagliari nel parco della Musica s svolgerà la manifestazione “Namastè. Una giornata indiana” .

L’ingresso al parco in via Giudice Torbeno sarà a offerta volontaria per sostenere le attività dell’associazione.

Chi vorrà partecipare attivamente ai laboratori e non solo osservare dovrà associarsi all’associazione events planning e pagare anticipatamente un piccolo contributo.

Tra le attività della giornata vi sarà un laboratorio di Mehndi di un ora in cui le iscritte, sotto la guida dell’artista Fede Chandra, impareranno a disegnare il proprio tattoo indiano con l’uso dell’hennè.

Per questo laboratorio è richiesto un contributo di 20 euro. Per iscrizioni contattare l’associazione alla mail: eventsplanning.eventoindia@gmail.comimages

Mehndi, è un termine indiano per indicare un tatuaggio temporaneo eseguito con henné naturale rosso (Lawsonia inermis), dipinto su mani e piedi.
I tattoo all’henné sono una tradizione centenaria in India e immancabili in molte feste, sia hindu che musulmane. Tra le tante cerimonie del complesso matrimonio indiano c’è anche il rito del mehndi (henné), il mehndi rat, in cui la giovane futura sposa circondata dalle amiche e dalle donne della famiglia è tatuata con l’henné. Mentre la più esperta tra le presenti o una professionista le adorna le mani e i piedi con la pasta di henné, le donne più anziane la introducono al mondo dell’amore, svelando i segreti per essere una buona moglie e istruendola su come comportarsi per piacere al marito. Più intricato il disegno del tatuaggio, maggiore il tempo dell’esecuzione e maggiore sarà la conoscenza trasmessa.

Non è neccessario sposarsi per potere avere i tatuaggi all’henné.
Esistono infiniti modelli di disegni. In India quasi nulla è privo di valore simbolico, così molti dei motivi hanno un significato preciso, anche se la maggior parte delle volte la scelta del tatuaggio è puramente estetica.

Parti del corpo che vengono tattuate sono:

  • il palmo: i disegni servono ad evocare immagini di apertura ed offerta (combinato di solito con immagini di sole, mandala o fiori)
  • Retro delle mani: funge da scudo, da difesa, simboleggia quindi in modo stretto la protezione
  • Mano destra: maschile, proiettivo
  • Mano sinistra: femminile, ricettivo
  • Piedi: i piedi sono riconosciuti come un punto di contatto con il divino, sono considerati una congiunzione sacra dove l’umano si incontra con la terra.Simbolismo nei tattoo
    Pavone: bellezza, desiderio, amore, passione
    Cigno: successo
    Uccelli: messaggeri (tra il cielo e la terra)
    Farfalla: trasformazione
    Pappagallo: messaggero d’amore
    Libellule: rinascita
    Pesci: gli occhi di una donna
    Scorpione: amore e romanticismo, il suo pungiglione è come la freccia di cupido e quando si viene pizzicati da’ la sensazione di essere innamorati: occhi umidi, assenza di respiro, calore e fervore.
    Serpenti e lucertole: ricercatori dell’illuminazione
    Tartarughe: protezione e fertilità

    Fiori: gioia e felicità
    Rampicanti e foglie: longevità, devozione, perseveranza, intreccio di vita e vitalità
    Fiori di loto: la luce od il risveglio dell’anima umana. Grazia, bellezza, creatività, sensualità, femminilità e purezza
    Bocciolo: significa nuova crescita, specialmente alla fine di una siccità, per questo rappresenta nuova vita, fertilità e gioia, o come metafora nel contesto matrimoniale simboleggia l’inizio di un nuovo amore e di una nuova vita
    Rami di palma: fertilità
    Il seme: la matrice misteriosa da cui tutto ha origine. Tutti i simboli cominciano con un seme

    Sole, luna e stelle: amore profondo e duraturo tra gli amanti. La stella rappresenta anche divinità e speranza.
    Luna crescente: nascita di un bambino

    Occhio: si dice possa riflettere “l’Occhio Malvagio”, quindi rimandando al mittente qualsiasi desiderio malvagio o malaugurio offrendo al contempo una sorta di protezione spirituale. Popolare per i matrimoni o altri momenti importanti della vita, l’occhio è un compagno che dona conforto.
    Occhio destro: sole
    Occhio sinistro: luna

    Zig Zag: il simbolo significa pioggia e rappresenta quindi fertilità ed abbondanza
    Il gioco (motivo a scacchi): simbolo antico che, in differenti varianti, rappresenta la felicità e momenti gioiosi.
    Motivi ondulati: rappresentano l’acqua corrente che purifica e porta la vita. Simboleggia anche le emozioni umane.
    Quadrato: magico, usato per guarire e proteggere i malati. Simboleggia anche la stabilità, l’ordine, l’onestà, affidabilità e riparo.
    Il punto: simboleggia la Realtà Suprema
    Triangolo: se punta verso l’alto (Shiva) simboleggia il principio attivo maschile, rappresenta il fuoco e l’ascesa al cielo. Se punta verso il basso (Shakti) simboleggia il principio femminile, riflette le acque femminili, le valli fertili e la grazia che discende dal cielo.
    Stella a sei punte: unione del principio maschile e del principio femminile
    Cerchio: il tutto, il perfetto, l’infinito.
    Ottagono: protezione
    Croce: simbolo cosmico

    Acqua: emozioni umane, fertilità della terra
    Gocce di pioggia: amore ed affetto per una donna
    Onde: Passioni profonde ed estasi
    Diamante: illuminazione

fonti

NAMASTÈ. UNA GIORNATA INDIANA

Per il 29 luglio l’associazione Events planning sta organizzando un evento culturale dedicato all’India.

Sarà una giornata ( o meglio una mezza giornata) in cui si potranno conoscere alcuni aspetti della cultura indiana. L’evento, progettato e diretto da Antonella Fiori, si svolgerà a Cagliari nel Parco della Musica, ingresso di via Giudice Torbeno.

All’evento possono accedere tutti con offerta libera all’ingresso per sostenere le attività dell’associazione ma per chi non vuole solo guardare, ma intende partecipare attivamente ai laboratori e alle lezioni è necessaria iscrizione anticipata e pagamento di un contributo.

Si inizierà con diverse attività, alcune contemporanee alle quali, come scritto sopra, per poter partecipare attivamente bisognerà iscriversi anticipatamente e pagare un piccolo contributo.

I laboratori prevedono

1- LA VESTIZIONE DEL SARI, l’abito tradizionale femminile . Le persone che prenoteranno la propria partecipazione potranno, con l’aiuto della mano esperta di Fede Chandra, indossare un abito tradizionale e fare la foto.

2- LABORATORIO DI MEHNDI: il tatto con l’henne che le donne indiane si fanno in alcuni momenti particolari della loro vita nelle mani e nei piedi. Chi si iscriverà, sotto la guida della mano esperta dell’artista Fede Chandra; potrà imparare ad utilizzare l’henne e farsi il proprio tattoo

3-LEZIONE DI YOGA KUNDALINI con Andrea Pinna (Siri Gopal Singh) accompagnati dal suono della chitarra di Isabella Floris (Radha Jeet Kaur) che suonerà i mantra della sadhana acquariana.

4- LEZIONE DI “GATKA”
Il gatka è una arte marziale indiana associata ai Sikh della regione del Punjab. Nel Gatka vengono impiegaTi bastoni di legno a simulare le spade.

gli orari e i contributi di ciascuna attività sono i seguenti:

17:00-18:00 vestizione del sari (13 euro)

17:15- 18:15 yoga kundalini (10 euro)

18:15- 19:15 laboratorio Mehndi (tattoo indiano) (20 euro)

18:30-20:00 lezione gatka (10 euro)

yoga + gatka ( 15 euro)

Per iscriversi bisognerà inviare una mail a

eventsplanning.eventoindia@gmail.com

La giornata si concluderà con uno spettacolo di danza e musica dove si esibiranno la ballerina Fede Chandra con la danza ODISSÌ e il musicista Yaacob Gonzalez García che suonerà il sitar.

Il fotografo ufficiale della manifestazione sarà Giampiero Ragatsu, l’unico autorizzato ad accedere alle aree riservate all’evento e fare le foto da vicino.